Visualizzazione post con etichetta vacanze. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vacanze. Mostra tutti i post

lunedì 13 gennaio 2014

Castel Pagano

Ieri bel giretto verso Castel Pagano...come al solito ci siamo visto al bar centrale alle 8:30 e poco dopo siamo partiti.Eravamo più di 10...ma visto il giro un pò più impegnativo del solito un paio di biker a borgo celano hanno optato per un giro più breve... Cominciata la discesa verso san marco in lamia alla prima curva un piccolo incidente tra due dei nostri.visto l'asfalto viscido Gigi rocky mountain perde aderenza con la ruota anteriore e Nikuvega che lo seguiva da molto vicino toccando i freni per evitarlo scivola anche lui fortunatamente senza grosse conseguenze per entrambi.... riprendiamo la pedalata e passato san marco prendiamo la statale per San Nicandro fino al bivio per la località san buchello.
Dopo poche centinaia metri lasciamo l'asfalto per un bel tratturo sulla sinistra che passa in una masseria dove all'abbaiare di numerosi cagnolini esce fuori il proprietario con una fetta di pane lunga almeno 20cm abbrustolita e condita con olio e aglio abbondantissimo faceva colazione .... salutato il tipo molto simpatico ripartiamo e dopo poco ci troviamo avvolti nella nebbia....il tratturo è un continuo sali scendi molto divertente e se non fosse stato per la nebbia anche molto panoramico.
Alla fine del tratturo chiuso con una catena arriviamo sul tratturo di castel pagano ancora avvolti nella nebbia. Rimane da percorrere l'ultima ripida discesa verso il castello e ci lanciamo in picchiata a tutta velocità sul tratturo.... dopo pochi metri come per incanto la nebbia scompare e sulla sinistra si mostra in tutta la sua bellezza il Castello colpito da qualche raggio di sole che riesce ad oltrepassare le nuvole....veramente uno spettacolo mozzafiato...al castello ci fermiamo e rifocilliamo Facendo nel frattempo tante foto...finita la pausa facciamo il percorso al contrario e devo dire che è ancora più godibile in quanto sono più i scendi che i sali... a borgo celano breve sosta con birretta ristoratrice e poi dritti a mettere i piedi sotto la tavola affamati come sempre....

https://m.facebook.com/pages/Wild-Boar-Bike-Club/184488471577130?id=184488471577130&refsrc=https%3A%2F%2Fit-it.facebook.com%2Fpages%2FWild-Boar-Bike-Club%2F184488471577130

Seguici su facebook per vedere foto e video

venerdì 18 novembre 2011

Guida agli acquisti......

Foggia – dettagli della gita del 20 a Margherita di Savoia ed al CRA di foggia

Pubblicato venerdì, 18 novembre 2011
PEDALARE MEGLIO PER FATICARE MENO
di Marco Pierfranceschi [dal sito: http://www.fiab-onlus.it ; nostro adattamento]
UN ASSUNTO FONDAMENTALE PER VIAGGIARE COMODI
“LA NATURA NON HA MODELLATO IL NOSTRO CORPO
PER ADEGUARLO ALLE ESIGENZE DELLA BICICLETTA,
QUINDI STA A NOI MODELLARE LA BICICLETTA
PER ADEGUARLA ALLE ESIGENZE DEL NOSTRO CORPO.”
[…] Il concetto stesso di ergonomia è ancora relativamente giovane, e non si può certo pretendere che chiunque sia in grado di applicarlo…
A causa di questo si trovano ancora in commercio, accanto a biciclette di concezione moderna e razionale, “arnesi” a due ruote che sembrano usciti di peso da un romanzo d’appendice ottocentesco, sui quali i molti decenni di evoluzione del veicolo sembrano essere scivolati senza lasciar traccia.
Oltre a ciò, un’idea di “eleganza” ormai obsoleta cospira nel mantenere in vita, ed in commercio, micidiali “trappole” da venti chili di peso, prive di cambio e di un sistema frenante degno di questo nome, capaci di seppellire qualunque fantasia di escursione che vada al di là della passeggiata ai giardini pubblici (e già quella è un’impresa).
Queste biciclette “vecchio stile”, nate per appagare l’occhio e l’immaginario dell’acquirente e non già le sue esigenze di spostamento, sono in genere destinate, dopo l’improvvido acquisto, all’oblio in polverosi scantinati, o buie soffitte.
L’unica scusante che si può riconoscere agli incauti acquirenti di tali “arnesi” è che la corretta posizione sulla bicicletta non è definibile per via intuitiva, ma va costruita a partire dall’analisi dell’anatomia umana in rapporto alla meccanica ed alle dinamiche imposte dal veicolo stesso.
Coloro i quali, orgogliosi possessori di tali “strumenti di tortura”, dovessero ritenersi “mortalmente offesi” da queste ultime considerazioni, insistendo che mai e poi mai tradirebbero la loro adorata bicicletta a “collo di cigno” senza cambio per un mezzo più moderno e funzionale, possono anche risparmiarsi di continuare nella lettura.
IL RELAZIONAMENTO CICLISTA/BICICLETTA
Il rapporto ciclista/bicicletta deve tener conto delle seguenti esigenze:
• TRASMISSIONE DELLA SPINTA
• DISTRIBUZIONE DEL PESO CORPOREO
• COMODITÀ DI GUIDA
• ACCESSO ED USO DEI COMANDI
Il principio fondamentale sul quale si basa la bicicletta consiste nella trasformazione della spinta che il piede del ciclista esercita sul pedale in un movimento orizzontale del mezzo.
Il lavoro migliore, in questo caso, viene effettuato quando il baricentro del corpo si trova sulla verticale del pedale sul quale avviene la spinta, cioè quello in posizione più avanzata.
In pratica la posizione di pedalata deve essere impostata in maniera tale che, nell’atto della spinta, il ciclista scarichi su tale pedale tutto il proprio peso.
Il ciclista non dovrà percepire sé stesso come una persona seduta che spinga coi piedi in una qualche non meglio precisata direzione, bensì il suo movimento dovrà essere del tutto equivalente a quello compiuto nel salire una rampa di scale, spingendo con tutto il proprio peso di volta in volta su un pedale, e quindi sull’altro (esattamente come se si stessero salendo dei gradini).
Se il vostro modo di pedalare non risponde a questa condizione vuol dire che la bicicletta che utilizzate non è stata correttamente dimensionata.
Questo primo requisito è strettamente connesso col secondo, ovvero la distribuzione del peso corporeo sui tre punti di contatto: manubrio, sellino e pedali.
Una posizione troppo arretrata comporterà che il peso del corpo si scarichi in prevalenza sul sellino, con indolenzimento del sedere, una troppo avanzata produrrà una eccessiva sollecitazione dei polsi.
Per comodità di guida si intende, invece, la facilità con la quale si riesce a controllare la direzione bicicletta.
Esistono biciclette che rispondono all’azione dello sterzo con estrema prontezza e docilità, ed altre sulle quali il solo affrontare una curva richiede doti acrobatiche.
Questo dipende da una quantità di fattori connessi alla geometria del telaio e alla forma del manubrio, la cui discussione esula dagli intenti di questa discussione.
La cosa che mi interessa puntualizzare è che, in presenza di un telaio troppo lungo, nel quale il manubrio risulti troppo distante dalla sella, ogni intervento volto ad “accorciare” la bicicletta, arretrando la posizione delle impugnature, produrrà un cambiamento (spesso in peggio) nella sua guidabilità.
Lo stesso si può affermare per certe vecchie bici da passeggio, con il manubrio molto incurvato all’indietro, e per le “Grazielle”: sono modelli di biciclette che si guidano male, scarsamente controllabili nelle situazioni critiche, e questo è intrinseco alla geometria dei loro telai, e non si può migliorare..
Per completare il quadro va considerata la disposizione dei comandi, la cui comodità d’uso e di accesso non sempre è sfruttata al meglio.
LA POSIZIONE DEL SELLINO
Il punto di partenza per questa nostra ricerca dell’efficienza e della comodità non può che essere il sellino.
É a tale componente che, in genere, si accreditano le maggiori colpe ed i maggiori fastidi.
Su di esso, l’operazione che tutti sanno compiere consiste nel sollevarlo ed abbassarlo per adattare la bicicletta a persone di diversa corporatura.
Pochi sanno che il sellino dispone anche della possibilità di regolare l’avanzamento, ovvero di uno scorrimento orizzontale che consente di avvicinarlo o allontanarlo dal manubrio, e della facoltà di variarne l’inclinazione verticale, per alzare o abbassare la punta.
In effetti molti dei fastidi all’inguine lamentati da ciclisti sprovveduti dipendono da un erroneo posizionamento del sellino, in genere dalla punta troppo alzata.
La posizione migliore, nella stragrande maggioranza dei casi, è quella che vede la sella orizzontale, o meglio ancora, con la punta appena inclinata verso il basso.
Altezza ed avanzamento andranno poi messi a punto di pari passo.
Come già detto, per ottenere il massimo rendimento occorre che nella fase di spinta, ovvero con la pedaliera orizzontale, il baricentro del corpo si scarichi verticalmente sul pedale anteriore.
Per ottenere questo risultato il busto deve assumere una posizione inclinata di circa 45° rispetto alla verticale.
Tale posizione inclinata consente una miglior distribuzione dei pesi e previene la colonna vertebrale dalle conseguenze di urti e vibrazioni.
Attenzione! Inclinata non vuol dire curva: se la schiena tende ad incurvarsi vuol dire che c’è qualcosa che non va o nell’inclinazione della sella, o nella distanza sella/manubrio.
Tipicamente se la punta della sella è troppo alta il bacino assume una posizione scorretta, basculata all’indietro, di conseguenza il ciclista ha problemi a raggiungere il manubrio e tende ad incurvare la schiena.
Inutile far presente la gravità dei danni che può comportare il mantenere a lungo una simile postura errata.
Altro fattore importante: per un’ottimale sfruttamento della muscolatura della parte inferiore della gamba (il polpaccio) la posizione del piede sul pedale deve far coincidere l’articolazione del metatarso (dove il piede si piega, o meglio dove si appoggia nell’atto della corsa) con l’asse del pedale.
Va aggiunto che la gamba, nel punto di massimo allungamento dovrebbe distendersi quasi completamente, al fine di facilitare lo smaltimento dell’acido lattico e la riduzione della sensazione di affaticamento.
Oltre a ciò la conformazione dell’articolazione del ginocchio richiede che il centro dello stesso, nella fase di massima spinta, gravi esattamente sulla verticale dell’asse del pedale anteriore.
Date queste condizioni, per approssimazioni successive, si ricava la corretta posizione della sella, in termini di altezza ed avanzamento, rispetto all’asse della pedaliera.
Questa è probabilmente la parte più complessa nella messa a punto della bicicletta, e può richiedere svariati tentativi e diverse uscite di prova.
Molti ciclisti sono poi abituati a fermarsi mettendo il piede a terra senza scendere dalla sella.
Purtroppo la posizione qui suggerita, ottimizzata per la fase di pedalata, richiede al ciclista la discesa di sella ad ogni sosta.
Il movimento connesso, assieme a quello necessario a partire, sono però di facile apprendimento.
D’altronde non si può certo pensare di sacrificare l’efficienza della fase di pedalata, che si protrae, nell’arco della giornata, anche per diverse ore, per privilegiare i pochi secondi occorrenti ogni volta per fermarsi e ripartire.
IL MANUBRIO, QUESTO SCONOSCIUTO
Una volta messa a punto la posizione del sellino si può analizzare il resto della bicicletta, andando a valutare se le proporzioni del telaio rispondono alle nostre esigenze.
L’attenzione si sposta ora sul terzo “punto di contatto” tra ciclista e bicicletta: il manubrio.
Per quanto riguarda la forma dei manubri la fantasia dei fabbricanti si è veramente sbizzarrita.
Purtroppo questa varietà di fogge e dimensioni non corrisponde a reali esigenze di comodità e manovrabilità del mezzo, produce anzi situazioni di notevole disagio dovute ad un cattivo appoggio dei polsi sulle impugnature.
Il manubrio deve rispondere a due precise esigenze: consentire un buon controllo della bicicletta e prevenire l’affaticamento dei polsi (non dimentichiamo che su di esso si scarica buona parte del peso del ciclista).
Non sottovalutiamo, però, che entrambe dipendono non solo dalla forma del manubrio, ma anche dalla geometria complessiva della bicicletta.
Attenzione ad evitare manubri curvi e/o ripiegati all’indietro, diffusi soprattutto nei modelli da “passeggio” e in quelli “da signora”, perché costringono i polsi in una posizione in genere scorretta, e alla lunga potenzialmente dannosa.
E qui consentitemi di aprire due parentesi.
Uno: che significa, bici da “passeggio”? La bicicletta è un veicolo che può portarci quasi ovunque, perché uno dovrebbe limitarsi al passeggio? È come dire: un’automobile “da parcheggio”!!
Due: peggio ancora, bici “da signora”. Senza parole! Come se le donne non fossero in grado di guidare una bicicletta qualsiasi e ce ne volesse un tipo fatto apposta!
Questo, secondo me, è un perfetto pessimo esempio di come si possa perseguire a tutti i costi la vendita di un oggetto ad un acquirente ignorante, convincendolo che quello che sta acquistando è qualcosa fatto apposta per lui (o per lei), mentre è invece un arnese fatto peggio di altri (al momento, sicuramente peggio delle tanto vituperate mountain bike da supermercato).
Ma torniamo al manubrio.
Per quanto riguarda la forma prenderemo in esame solamente due tipologie: la “barra” dritta, da mountain bike e il manubrio da corsa.
Il manubrio “dritto” delle mountain bikes è quello, tra i due, che garantisce il miglior controllo della bicicletta in qualunque situazione, il suo limite principale consiste nell’avere una sola posizione di guida e non poter cambiare l’appoggio delle mani.
Tale limite è facilmente aggirabile montando alle estremità due impugnature supplementari, dette anche “corna”, che consentono di cambiare presa, nel corso della pedalata, e ridurre l’affaticamento dei polsi.
Le appendici non vanno montate in una posizione qualsiasi, l’orientamento corretto è in avanti, appena inclinate verso l’alto (all’incirca 10° – 15°)
Il manubrio da corsa, dal canto suo, consente diverse impugnature ed è quindi adatto ad un uso prolungato nel tempo, tuttavia la sua forma risulta molto più giustificata nelle competizioni agonistiche, dove le alte velocità impongono una posizione raccolta per ridurre gli effetti del freno aerodinamico, di quanto non lo sia ai fini cicloturistici e cicloescursionistici.
LA POSIZIONE DEL MANUBRIO
Come abbiamo visto, l’inclinazione ottimale della schiena, per esigenze di distribuzione del peso, è a circa 45° dalla verticale.
Nella condizione ideale le braccia dovrebbero trovarsi perpendicolari al busto e parallele fra loro.
In questa posizione, la maggior distanza tra i polsi e l’articolazione della spalla, rispetto alle ossa del bacino, fa sì che la collocazione del manubrio sia più bassa rispetto a quella della sella: ciò è da ritenersi perfettamente naturale.
Può sembrare strano, tuttavia è possibile farsi un’idea della posizione “ottimale” in sella anche senza bicicletta.
Si comincia col bilanciarsi su uno dei due piedi, la gamba leggermente flessa e il tallone sollevato da terra, mentre l’altra gamba è maggiormente sollevata e più arretrata.
In questa posizione il baricentro del corpo si trova necessariamente sulla verticale del punto d’appoggio: il metatarso.
Ora è sufficiente distendere le braccia davanti a sé ed inclinare il busto (che già tende spontaneamente ad inclinarsi).
Questa è la posizione “giusta”, in teoria dovrebbe essere sufficiente “aggiungere” una bicicletta (in pratica non è così semplice).
Molti, infatti, arrivati a questo punto scopriranno con sgomento che, sulla loro bici, il manubrio si trova in tutt’altra posizione, e la posizione raggiunta è molto diversa.
Ovviamente il consiglio, ove sia possibile, è di intervenire per ripristinare la posizione corretta, o perlomeno avvicinarcisi.
Tuttavia è molto probabile che il dimensionamento complessivo della bici non lo consenta, perché in partenza non adatta alla corporatura del relativo ciclista.
LA DISPOSIZIONE DEI COMANDI
A differenza dei manubri da corsa, sui quali le leve dei freni hanno una posizione ben definita e pressoché non suscettibile di variazioni, la posizione dei comandi di freni e cambio sulle mountain bike, a causa della sezione tonda della barra manubrio, si presta a significativi stravolgimenti.
Non è raro infatti incontrare ciclisti con le leve dei freni orientate in orizzontale o addirittura puntate verso l’alto.
Tale sistemazione è altamente deleteria, poiché obbliga il polso in una posizione scorretta (specialmente in situazioni critiche come le discese su sterrato), tale da esporre al rischio di lesioni anche gravi ai tendini ed all’articolazione della mano.
La miglior collocazione si ricava solo dopo aver effettuato tutte le messe a punto precedentemente elencate.
Una volta saliti in sella e afferrato saldamente il manubrio, i comandi devono trovarsi sul prolungamento della linea degli avambracci.
Questo al fine di consentire al polso un appoggio ottimale, condizione indispensabile nel caso di discese su fondo sconnesso in grado di produrre forti sollecitazioni (alle articolazioni in generale ed ai polsi in particolare) garantendo al tempo stesso un perfetto controllo sui comandi dei freni.
Al momento di allentare e riposizionare le leve vale la pena di verificare che le impugnature siano collocate ad una larghezza tale che le braccia si trovino parallele tra loro.
Questo si verifica raramente, poiché i fabbricanti tendono a montare manubri più larghi del necessario, dal momento che l’accorciamento di un manubrio largo (con un seghetto per metalli) è certo più semplice che non l’allungamento(!) di uno troppo risicato.
Per correggere l’eccessiva larghezza delle impugnature bisogna allentare le leve dei freni e del cambio (ove non facciano già corpo unico).
Provvederemo, come già detto, a ruotare le prime per collocarle su un piano che è la prolunga ideale dell’avambraccio, e le seconde (qualora si tratti di leve o pulsanti) in modo che effettuino il movimento su un piano ad esse parallelo.
Le impugnature possono essere a questo punto sostituite, con una spesa minima, con versioni più morbide e confortevoli, vivamente consigliate quelle in spugna.
Nella parte di manubrio che avanzerà (come già detto, i manubri sono sempre più larghi del necessario) provvederemo a collocare le impugnature supplementari, in posizione, ripetiamo, di poco sollevata dall’orizzontale.
L’eventuale ulteriore eccesso nella larghezza del manubrio (al massimo due o tre centimetri per lato) andrà eliminato senza rimpianti.
GLI ACCESSORI
Quasi mai una bicicletta monta, di serie, tutto il necessario.
Le già menzionate impugnature supplementari, ad esempio, vanno acquistate a parte.
Esse offrono vari vantaggi: permettono di cambiare posizione alle mani quando i polsi si stancano, consentono una presa, e quindi una posizione del corpo più avanzata, nelle salite (con conseguente riequilibrio del baricentro sulla pedaliera) e garantiscono una presa ottimale quando si pedala in piedi (posizione detta della “ballerina”, occasionalmente utile, a patto di non esagerare).
Sono inoltre estremamente utili quegli accessori che hanno la funzione di aumentare la coesione tra piede e pedale: puntapiedi, gabbiette, meccanismi di sgancio rapido.
Il motivo è presto detto, il pedale piatto può essere azionato solamente mediante una spinta verso il basso, quindi la gamba lavora soltanto per un piccolo arco dell’intera pedalata, impiegando solo parte della muscolatura (comunque la parte più potente: quadricipite e polpaccio).
Vincolando il piede al pedale la gamba può continuare a spingere (e tirare) lungo tutti i 360° della pedalata, utilizzando pienamente la muscolatura, con evidenti vantaggi.
Oltre tutto l’azione combinata, una gamba che spinge, l’altra che tira consente al quadricipite di esprimere maggiore potenza.
L’unico inconveniente si pone nel momento in cui ci si ferma, poiché a quel punto occorre che il piede si distacchi dal pedale con la massima velocità e naturalezza, ma è molto più un fatto di abitudine che un problema reale
Comunicato Stampa Cicloamici Foggia

venerdì 9 settembre 2011

monte spigno

anche se non scriviamo più con molta frequenza abbiamo ripreso ad uscire tutti insieme dopo il mese di luglio ed agosto dedicati più a mare e uscite solitarie.per ricominciare alla grande domenica scorsa abbiam optato per un giro lungo e abbastanza duro che ci ha messi alla prova per verificare se le ferie ci hanno inchiattiti???? o allenati????? poi essendo nell'era della mtb 2.0
usiamo qualche programma gps sui nostri smartphone e vi posto il link della traccia con tutti i dati e le foto

giro di spigno

lunedì 18 aprile 2011

Ieri solo 4 temerari

Domenica 17/04 ore 7.00 il cielo è scuro e cade qualche goccia.telefonata foggia-san giovanni...
-Che tempo fa?
-pioviggina e fa freddo?
- e caghia fa aghia nghianà?
- fa come cazz vu je esche lu stess....
- allora aspitm....

Ore 8.10 il cielo minaccia pioggia ma resite,
telefonata borgo celano-sgr...
- che ci fà? Amma asciii?
- u foggian sta già allu bar... Arritirt!
- vabbò ci vedim allu bar...
Ore 8.55 piero u fuggian ancora non si vede... Cominciamo ad andargli incontro ed era ancora vicino la macchia.continua a fare fresco e ogni tanto qualche goccia ci bagna la capoccia ma niente di particolare. Partiamo spediti verso la principessa siamo solo in 4 e tra una chiacchiera e l'atrla decidiamo di andare alla caserma di monte Spigno. Tutti e 4 abbiamo più o meno la stessa gamba e facendo tutta asfalto fino a al bivio carpino monte spigno cominciamo l'ascesa verso la caserma alle 10 circa su per il tratturo e alle 10.55 affascinati dal luogo e dalla florida e rigogliosa natura siamo giunti allla nostra metà. Un pò di pausa per caricare le batterie e riposare il fondo schiena. Cominciamo la discesa verso il sentiero della volpe rossa ma come al solito non lo becco mai e ci troviamo a scendere la montagna i freestyle più a piedi che in sella a causa della forte pendenza ed il fondo molto sporco costeggiando un canale davvero profondo. Arrivati a fondo valle costeggiamo una recinzione diretti verso il tratturo che ci porterà alla via di carpino e poi verso casa. Nonostante al ritorno il ritmo fosse più lento alle 13 eravamo tutti a sgr diretti verso fumanti piatti di maccarun cullu sugh e braciole giagantesche.

lunedì 11 aprile 2011

Nino e Droppa la ciuccia

Ieri mattina ore 8.30 solito incontro al bar centrale... Ma appena arrivato trovo subito qualcosa di strano, un tizio una via di mezzo tra una tutina anni 90 e un freerider spaesato.... Era Nino alla sua prima uscita con noi e con la bici di dino in prestito. Diciamo subito che la gamba ce l'ha. Sulla via della principessa pedalava alla grande e con un buon ritmo chiaccherando pure... Arrivati nel bosco il tipo nuovo comincia ad avere qualche problemino con il fondo sterrato e sconnesso non essendo abbituato, però le piace e si diverte. Facciamo il giro classicissimo romolitour-casa natura-valle ragusa-valle dei lupi.... Il bosco in questo periodo è un esposione della nautra,c'é verde ovunque e le piante sono tutte rigogliose. El Nino cominca ad essere scarico le forze cominiciano ad abbanonarlo e sulla salita dei 3km la prende con molta filosofia e sale piano piano ma sale. Dopo tutto è alla prima uscita non ha molta resistenza. Sono ancora le 11.45 e siamo già alla principessa... quindi decidiamo di fare un'altra discesa e invece di fare il solito ma bellissimo san Nicola decidiamo di fare una discesa che quasi non dicordavamo più.... Droppa la ciuccia, un sentiero fatto dai taglia boschi anni fa e poi abbandonata. I primi metri sono impraticabili poi però comincia un sentiero molto belle e tecnico perché ripido e pieno di pietre. Vi lascio al video anche se é corto e rende poco (certi giorni riprendere e fare foto non è facile)


domenica 20 marzo 2011

un pò di tempo fa......

nel classico giro di monte nero ci siam fermati in una splendida radura e abbianm fatto qualche prova di salto con dei dubbissimi risultati.....

venerdì 18 marzo 2011

giovedì 17 marzo....150° anniversario

Ieri visto il rosso sul calendario in 5 ne abbiam approfittato per fare un giretto...
la giornata era bella e soleggiata ma un pò ventilata. eravamo presenti Io, sidef(che ha tardato ben 45 minuti) Mikona, camikaze ed uno dei gemelli Dune (graziano) siam saliti fino al casino dei boyscout e abbiam disceso a tutta la salita che abbiamo affrontato domenica in salita per uscire al 12km....poi siam tornati indietro fin all'inbocco del canale di san nicola e giù di nuovo fino a pantano che strapieno d'acqua e guardandolo sognavamo ad occhi aperti di avere un grande lago dove poter fare sport e oziare l'estate.

sabato 5 marzo 2011

vi piace?

salve a tutti scrivo questo post per chiedervi una mano per rendere più funzionale e soprattutto più vivo il blog.

Ti piace la nuova veste grafica?

vuoi pubblicare anche tu qualche articolo?

lascia un commento sotto così da aiutarci a crescere e soprattutto se vieni sul gargano vieni a pedalare con noi

venerdì 14 maggio 2010

fierosa in action



questa è una foto scattata a Fierosa da un fotografo al funky day 2007 e poi pubblicata
sulla rivista tutto mtb sul numero di agosto nell'articolo dedicato all'evento

noi siamo stati qui

ecco qui alcun e foto che testimoniano la nostra presenza al funky Day
di monte Cimone purtroppo sono sempre immagini statiche ma vi posso assicurare che a parte
quei salti dove si vedono i riders a 3-4 metri da terra Noi li abbiamo fatti tutti tutti


1° link

2° link

giovedì 6 maggio 2010

1° Giornata in bici

Domenica 9 maggio si svolgerà "la prima gionata in bici della città di San Giovanni Rotondo". In occasione della giornata nazionale della bicicletta.in contemporanea al parco del papa si svolgerà "bimbi in bici" per i bambini fino a 8 anni. La mattinata di domenica si svolgerà così:
-raduno ore 10.00 a piazza madre teresa di calcutta (dove si fa il mercato)
-partenza ore 10.30 per un giro nel centro di san giovanni.
-l'itinerario é:p. madre teresa, corso Roma, via pertini, strada vicinale del limite, via kennedy, piazza Padre Pio, corso Umberto I, piazza Europa , viale Cappuccini, sagrato della nuova chiesa e discesa da viale della nuova chiesa, viale aldo Moro, piazza Europa e fine del giro in piazza dei martiri.
In totale saranno 5 km da fare molto lentamente quindi tutti avete la possibilità di farlo anche senza il minimo allenamento.

Mi raccomando cerca di no mancare

lunedì 3 maggio 2010

Un Giro Tranquillo

Domenica 2 maggio 2010
Erano le h.08.20 di una bellissima giornata,quando sono arrivato al Bar Centrale di C/so Umberto 1°ed ho chiesto a Giuseppe il patron del bar se aveva visto qualcuno ,mi ha risposto che cera solo Graziano che di li a poco è spuntato sulla bici, e subito mi ha fatto una richiesta con supplica di fare un giro tranquillo anche se dovevamo pedalare fino al pomeriggio,nel frattempo arriva Michele Kamikaze,Dino e Teo facciamo la solita telefonata a Niki Sidef per svegliarlo e lo aspettiamo, si parte e strada facendo ci raggiunge Raffaele di Manfredonia: descrizione del giro tranquillo (partenza S.Giovanni R.- Principessa - Cave di Tufo - Bivio Faniello, il canale che porta sul brecciato di Bosco Quarto - Principessa - arrivo a S.Giovanni R.) i ringraziamenti di Graziano sono stati più di uno per avergli fatto fare una salutare pedalata tranquilla.

lunedì 26 aprile 2010

Ieri é successa una cosa un pò strana. Visto che era un giorno di festa qualcuno aveva da fare e doveva rientrare prima a casa.... Ad un certo punto del giro, in zona bivio faniello ci siamo divisi. in 2 gruppi? Magari.... Eravamo in 11 e ci siam divisi in 5 gruppi, ed ognuno ha fatto un giro diverso. I primi ad andare siam stati io e sidef che siamo tornati a casa facendo la il tratturo che dalle segherie di Cassano porta alla principessa e poi scesi su asfalto fino a sgr.
Poi Ippolito-Michele Camikaze che da Cassano sono tornati su asfalto per la strada di Pantano. Poi i Gregorio-Raffaele che hanno preso direzione casa natura ma no so come hanno concluso il loro giro. Infine Teodoro-Ferruccio-Dino-Michelangelo-Giacobbe che anche loro sono andati verso Casa Natura e una volta lì si son divisi. Teodoro-Ferruccio sono scesi a Valle Raguasa e sono tornati dalla via di Carpino mentre gli altri 3 sono scesi per li Funni di Santa Maria e sbucati al bivio di Cagnano hanno preso direzione sgr. Fortuna ha voluto che i 3 trovassero 5 euro strada fecendo e all'arrivo a sgr si son permiati con una bella birra............

.......Stay with Us.

lunedì 19 aprile 2010

Domenica 18 aprile





Ieri splendida mattinata... La temperatura era mite ma molto umido e un bel sole ci ha tenuti caldi per tutto il giro. Ne siamo un bel pò alla partenza e ci avviamo verso la principessa affrontando i soliti 10km di asfalto prima di raggiungere il bosco. Come sempre si chiacchiera del più e del meno e qualcuno decide anche l'itinerario da "seguire" durante la pedalata. Arriviamo alla principessa e mettiamo le ruote fuori strada.... Il sottobosco é molto bagnato e scivoloso infatti sembra di guidare sel ghiaccio tanto é scarsa l'aderenza... Dopo la prima discesa che ci porta sul romoli tour deviamo dopo pochi metri per il deserto che affrontiamo in salita (visto che avevamo voglia di pedalare) fin a casa natura dove prendiamo il sentiero che scende verso valle ragusa a tutta velocita stando attenti ad evitare qualche albero caduto con il maltempo. Arrivati sulla decauville proseguiamo fino a raggiungere la valle del lupo dove(michelangelo a parte) scendiamo fino a raggiungere valle ragusa. La discesa e pulita e veloce come poche altre volte e in velocità ogni piccola depressione del terreno fà alzare le ruote da terra... Imbocchiamo poi la strada di carpino in direzione sgr dopo esserci ricongiunti con michelangelo pedaliamo con calma fino all'imbocco del canale di San Nicola che affrontiamo come sempre a tutta velocità e dove la pietraia come sempre mette a dura prova le nostre braccia e la nostra schiena. Arrivati a pantano prendiamo la via della tavola pregustando strada facendo piatti immensi di cibo....... Alla prossima

mercoledì 31 marzo 2010

Domenica delle palme....

Anche questa domenica siamo usciti.... Eravamo in 7 e da segnalare 2 cose... Il ritorno dopo circa un mese di assenza di Michelangelo e dopo anni di assenza di Giacobbe che dopo qualche stagione passata con le "TUTINE" e un pò di ozio è tornato a fare parte del gruppo attivamente... Il giro che abbiam fatto è stato abbastanza semplice dal punto di vista tecnico unica difficoltà sua maestà il FANGO che ci ha fatto sudare sbandare e scivolare per tutto il romoli tour fino alla piscina dellu merdùs. Dopo di che abbiam preso il vecchi percorso della ferrovia che sepreggia in angoli per fortuna ancora incantati del bosco. Dopo una breve pausa a casanatura abbiam fatto il deserto a tutta velocita e come sempre é stato divertentissimo. Finito il tutto abbiam preso la via del ritorno dal bivio di cagnano su asfalto. Su per la salita c'é stato qualche simpatico sfottò con qualche Tutina che ci ha sorpassato... Vi lascio ora a quache foto

Inviato dal cellulare Nokia

domenica 21 marzo 2010

questo il succo del giro di oggi






oggi splendida giornata di sole e caldo... la prima dopo tanti mesi. come al solito ci siamo ritrovati alle 8.30 al bar. eravamo in 6 Io, Dino, Michele, Teodoro, Graziano e Nicola. più in giù ci aspettavano i manfredoniani Gregorio, Raffaele ed un altro ragazzo con una bella cannondale jackil di cui non ricordo il nome. partiamo allegramente verso la principessa e strada facendo tra una chiacchiera e l'altra proviamo a decidere che giro fare.... arrivati alla principessa cominciamo a salire verso coppa d'incero ma i accorgiamo che mancano i manfredoniani...torno indietro e dopo 2km li trovo sul ciglio della strada che combattono con il copertone latticizzato di Raffaele che si è spaccato su di un vecchio taglio e li ha costretti aperdere molto tempo nella riparazione. noi continuiamo giro salendo al casino e salendo salendoci soffermiamo a guardare un pò di fiori nel loro splendore. arrivati quasi in cima deviamo per una strada poco battuta con una salita molto ripida.in cima tutto torna ad essere pianeggiante e ci sono molte doline una delle quali era enorme e sul fondo una mandria di cavalli spensierata passava oziando la giornata.prendiamo la direzione della piana di monte calvo e facciamo una luuuuuuungaaaaaaaaaaaaa sosta. ci stravacchiamo per terra e ci crogioliamo al sole per più di mezzora e la voglia di rimettersi in sella non ci veniva proprio, solo il fatto di dover rientrare per pranzo ci ha fatto rimettere in sella. arrivati sulla strada di monte calvo decidiamo di scendere per la bella e tecnica discesa che dal gasdotto ci porta a san giovanni.....
alla fine non abbiam fatto neanche 30km però ci siam goduti la prima bella giornata di sole... alla prossima ciao a tutti. se volete contattarci questa è la mia mai fierosa@wildboarbike.it







venerdì 19 marzo 2010

Svegliamoci bambini.... É ora di ricominciare

E si cari amici miei é arrivato il momento di ricominciare a pedalare un pò di svegliarci dal torpore e dalla svolglitaggine dell'inverno. Il sole comincia ad essere alto in cielo e sempre più caldo...Abbiamo già qualcosa in programma per qualche bel giretto per conoscere meglio il nostro territorio solo che ci vogliono un pò di gambe per pedalare qualche km in più. Quindi da domenica vi voglio tutti presenti e carichi buonavolontà. Se avete anche voi un idea per un bel giro basta proporre così si organizza.... A domenica

domenica 14 marzo 2010

Altra giornata senza bici :-(

Purtroppo anche oggi l'ennesima giornata dell'anno senza bici.... Tra acciacchi di salute e cattivo tempo anche quasta domenica nessuno di noi sangiuannar é uscito. Però c'è da segnalare il ritorno sulla bici di un grande.... GRAZIANO. Era l'unico presente oggi all'appuntamento ma purtroppo causa grandine si é dovuto arrendere anche lui. A Domenica prossima sperando sia la prima di una lunga serie di uscite.

Santo Stefano con i WildBoar

http://www.ilfattodelgargano.it/attualita/item/4933-la-pedalata-di-santo-stefano-dei-%E2%80%9Cwildboar%E2%80%9D,-una-tradizione-che-si-ripet...